{"id":10681,"date":"2015-06-18T06:50:35","date_gmt":"2015-06-18T04:50:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.genialmente.eu\/torino\/integer-at-diam-gravida-2\/"},"modified":"2021-07-01T16:36:18","modified_gmt":"2021-07-01T14:36:18","slug":"alcuni-ragazzi-si-svestono-in-chat","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.genialmente.eu\/torino\/alcuni-ragazzi-si-svestono-in-chat\/","title":{"rendered":"Alcuni ragazzi si svestono in chat"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<em>\u201cCiao Rosa, sono Don Roberto. Ho bisogno di una mano. Tra i ragazzi delle superiori del mio oratorio, ci sono alcuni che si svestono in chat. Puoi aiutarci? L\u2019ideale sarebbe che tu venissi ad uno dei nostri incontri. I ragazzi sono una cinquantina dai 14 ai 18 anni. Possiamo metterti a disposizione due ore di tempo.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Il primo pensiero che si \u00e8 affacciato alla mia mente nell\u2019udire queste parole \u00e8 stato: \u201cSanta pazienza! La realt\u00e0 \u00e8 sempre pi\u00f9 creativa ed originale dell\u2019immaginazione. Ma allora queste cose accadono davvero!!!\u201d.<\/p>\n<p>Il secondo pensiero, invece, \u00e8 stato estremamente operativo: \u201cPerch\u00e9 dei ragazzi dovrebbero svestirsi in chat? Che cosa stanno cercando? Quale bisogno stanno manifestando?\u201d. Per poi proseguire con: \u201cChe cosa si aspetta Don Roberto? Di cosa mi sta chiedendo di parlare? Posso dire ai ragazzi ci\u00f2 che il Don mi ha detto?\u201d<\/p>\n<p>Tutte le volte che devo preparare un\u2019attivit\u00e0 con adolescenti so bene che \u00e8 fondamentale trovare il modo di discorrere insieme. Per cui, individuato l\u2019obiettivo, capire con loro perch\u00e9 fanno ci\u00f2 che fanno, recuperare l\u2019immagine di uomo e di donna cui stanno facendo riferimento e capire a quali domande stanno cercando di rispondere con il loro comportamento. Comincio a cercare di comprendere quale strategia possa essere pi\u00f9 opportuna per catturare la loro attenzione ed aiutarci a condividere un piccolo viaggio.<\/p>\n<p>In primis chiamo un mio amico sacerdote, visto che l\u2019intervento si terr\u00e0 in un oratorio con dei ragazzi adolescenti.<\/p>\n<p>Ho bisogno di sgombrare il campo da alcuni fraintendimenti: infatti pu\u00f2 capitare che, quando si cerca uno psicologo, si fatica a distinguere i piani cui possono fornire risposte passando dal piano umano e psicologico a quello spirituale trascendentale. Ma se questi ragazzi stanno sottovalutando il proprio valore arrivando anche a svendere l\u2019immagine del proprio corpo, noi abbiamo bisogno di recuperare tutte le dimensioni del loro essere: fisica, psichica, intellettiva e spirituale, distinguendo anche coloro che si occuperanno di affrontarle.<\/p>\n<p>Tutto questo \u00e8 fondamentale, soprattutto quando si effettua un intervento in un contesto religioso, perch\u00e9 si corre il rischio di \u201csposare\u201d l\u2019implicito della domanda cui i ragazzi si opporranno fin da subito. Anni di catechismo hanno insegnato loro a costruirsi degli ottimi schemi difensivi a tutto ci\u00f2 che viene detto e che pu\u00f2 aver il retrogusto di una regola che piove dall\u2019alto e porta con s\u00e9 il sapore di una norma rigida.<\/p>\n<p>Or bene, tutte le volte che dobbiamo lavorare con degli adolescenti dobbiamo ricordarci che per loro l\u2019esperienza \u00e8 fondamentale. Inoltre la loro \u00e8 un\u2019et\u00e0 critica nella quale il gruppo vince tutta la loro attenzione e a tratti diviene anche l\u2019unico scopo per cui vivere. Pertanto abbiamo bisogno di coinvolgerli fin dall\u2019inizio, rompendo gli schemi degli incontri cui loro sono abituati.<\/p>\n<p>Ho bisogno di rendere evidente l\u2019esperienza del pudore e dell\u2019imbarazzo, per poterne parlare dopo, senza \u201coffendere\u201d o \u201cferire\u201d la loro sensibilit\u00e0. Cos\u00ec, decido di iniziare l\u2019intervento presentandomi, come una psicologa e quindi \u201ccome una un po\u2019 folle\u201d che chieder\u00e0 loro di fare una cosa apparentemente senza senso. Avr\u00f2 bisogno della loro fiducia e di creare i presupposti legati alla curiosit\u00e0.<\/p>\n<p>I cinquanta ragazzi verranno disposti in cerchio, cos\u00ec da potersi vedere \u201cfaccia a faccia\u201d tra loro, in questo modo sar\u00f2 facilitata nell\u2019individuare sia i leader del gruppo che i gregari, e poi uno alla volta dovranno fare una sfilata, ovvero a turno dovranno, attraverso una camminata che sceglieranno, esprimere un\u2019emozione. Durante la sfilata nessuno potr\u00e0 fare battute ed i modelli dovranno esprimere la loro emozione senza nessuna parola e in assenza di gesti particolari.<\/p>\n<p>Sfilare davanti a coloro che conosciamo e con cui condividiamo buona parte del nostro tempo \u00e8 un\u2019esperienza che pu\u00f2 far rivivere imbarazzo, timore, pudore. Sicuramente io dovr\u00f2 iniziare la sfilata per prima, cos\u00ec da dare il via al gioco e, una volta finita la mia passeggiata, dovr\u00f2 comprendere chi sono i leader del gruppo, cos\u00ec da chiamarne uno immediatamente dopo di me.<\/p>\n<p>In questo modo l\u2019attenzione dei ragazzi sar\u00e0 catturata e si potr\u00e0 dare il via alle danze.<\/p>\n<p>In queste situazioni occorre preventivare facili trasformazioni al gioco iniziale, per stemperare emozioni legate all\u2019imbarazzo che possono andarsi a creare: come il passare dietro il cerchio composto dai ragazzi e dare loro il via alla sfilata, attraverso il semplice tocco della spalla, dopo che per alcuni istanti nessuno di loro abbia il coraggio di chiamare uno dei compagni; cos\u00ec come il fornire loro la possibilit\u00e0 di, eccezionalmente, sfilare in due o tre, l\u00e0 dove la timidezza, impedirebbe loro di partecipare.<\/p>\n<p>Occorrer\u00e0 aiutare e sostenere i ragazzi favorendo la costruzione di un clima sereno, giocoso e non giudicante. Ogni tanto potrebbe essere utile alternare ai ragazzi i loro animatori e educatori e poi chiedere al mio amico sacerdote di partecipare anche lui.<\/p>\n<p>A questo punto, senza troppe parole avremmo creato un\u2019esperienza comune legata al sentirsi dinanzi agli occhi di tutti, tra timore del giudizio e il desiderio di piacere e potremmo passare agli stereotipi legati alle camminate, alle emozioni manifestate ed alle parti del corpo che avranno attirato maggiormente la nostra attenzione, per poter passare ad evidenziare alcuni paradossi legati alla maggiore sicurezza che regala il giocare a scambiarsi foto, immagini e video in rete, in antitesi con il mostrarsi con persone conosciute o con cui ci si trova dal vivo. In questo modo possiamo andare a sottolineare le differenze tra una comunicazione \u201cvis a vi\u201d ed una a distanza. Per quanto possa essere paradossale il secondo tipo di comunicazione sembra rispondere al bisogno di sicurezza, attraverso la distanza fisica, favorita dall\u2019ausilio telematico. Cos\u00ec si pu\u00f2 comunicare, senza troppo coinvolgimento intimo, di dimensioni pi\u00f9 \u201cdiscrete\u201d e pi\u00f9 profonde, vivendosi come \u201cal sicuro\u201d, a differenza di ci\u00f2 che avviene in una comunicazione dal vivo, dove il potersi toccare, il vedersi in tempo reale, il sentire il suono della voce, il condividere lo stesso spazio fisico, ci espone nelle situazioni comunicative ad uno spazio relazionale intimo che pu\u00f2 risvegliare il bisogno di difendersi.<\/p>\n<p>Da parte mia avr\u00f2 bisogno di lasciar vivere una profonda serenit\u00e0 comunicativa, non provare imbarazzo e non avere pregiudizi, altrimenti rischier\u00f2 di sabotare il clima della serata e non sar\u00e0 possibile giungere l\u00e0 dove desideriamo.<\/p>\n<p>Dopo aver delucidato i vantaggi e gli svantaggi legati ad una comunicazione a distanza ed una dal vivo avremo bisogno di andare \u201ca bomba\u201d a scoprire cosa si cela dietro una condotta del genere. Perch\u00e9 ci si pu\u00f2 svestire dinanzi ad una telecamera? Penso che mi lascer\u00f2 aiutare dal video di Miley Cyrus, Wrecking Ball, i ragazzi lo conosceranno sicuramente ed il video \u00e8 un misto di provocazione e nudo, scevro dal testo del brano che viene cantato. Potrebbe essere utile dividerli in piccoli gruppi e chiedere loro di individuare i tre messaggi che pi\u00f9 li colpiscono del brano. In questo modo giungeranno loro stessi ad individuare la dissonanza tra testo e video. Per poter introdurre il passaggio legato al \u201cche cosa comunica di s\u00e9\u201d questo video, cosa aggiunge al messaggio comunicativo la nudit\u00e0 della protagonista e noi, entrando in intimit\u00e0 relazionale ed in un gioco seduttivo dinanzi alla telecamera, cosa stiamo comunicando? Cosa stiamo cercando? In fondo non sappiamo chi c\u2019\u00e8 al di l\u00e0 del video e non possiamo controllare cosa far\u00e0 delle nostre immagini, non possiamo condividere lo spazio ed il tempo dell\u2019eccitazione perch\u00e9 non abbiamo l\u2019altro con noi.<\/p>\n<p>Forse potrebbe essere utile qui lasciare poi la parola al Don, in modo che racconti lui dell\u2019esperienza concreta con una ragazzina, figlia di suoi amici.<\/p>\n<p>S\u00ec, in questo modo potr\u00e0 raccontare della sete di amicizia e di affetto di quella ragazza, del suo bisogno di evadere la sensazione di vuoto e di solitudine, attraverso le modalit\u00e0 gi\u00e0 descritte.<\/p>\n<p>In questo modo potremo accompagnare quei ragazzi a recuperare i loro spazi di solitudine, senza parlare direttamente di loro e sfruttare il momento fattosi \u201cpi\u00f9 intimo e caldo\u201d per restituire loro uno sguardo anche un po\u2019 spirituale. In fondo siamo fatti di carne, ma di una carne che non \u00e8 solo istinto e pulsione, \u00e8 una carne intelligente e sensibile, \u00e8 una carne che rinasce dall\u2019esperienza dell\u2019incontro con Dio, un Dio capace di farsi sangue e corpo, un Dio capace di farsi nutrimento: quindi siamo un\u2019anima con le vesti di carne.<\/p>\n<p>Abbiamo quindi, tutti, un denominatore comune, ma il nostro, personale, numeratore, ci consente di essere unici ed originali.<\/p>\n<p>A questo punto sarebbe bello chiudere con una bella metafora che consenta ad ognuno di prendere e portare con s\u00e9 ci\u00f2 di cui ha bisogno e lasciare il resto.<\/p>\n<p>Ah! Mi stavo dimenticando, serve sempre uno spazio per le domande dei ragazzi, sia in chiusura del gruppo, davanti a tutti, che a posteriori, individualmente. Quindi dovr\u00f2 ricordarmi di considerarmi occupata per almeno 45 minuti dalla fine dell\u2019incontro, diversamente rischier\u00f2 di negare con il mio modo di fare, scappando subito, tutto ci\u00f2 che ho cercato di dire e vivere con loro: la comunicazione efficace porta a costruire un legame ed i legami hanno bisogno di tempo per crearsi e per sciogliersi, questo \u00e8 il bello dell\u2019intimit\u00e0.<\/p>\n<p>Ora sono pronta, chiamo Don Roberto: \u201cCiao Don, ci sono. Possiamo vederci mezz\u2019oretta per capire se ci\u00f2 che ho pensato per la serata pu\u00f2 funzionare?\u201d.<\/p>\n<p><em>Rosa Il Grande <\/em>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ciao Rosa, sono Don Roberto. Ho bisogno di una mano. Tra i ragazzi delle superiori del mio oratorio, ci sono alcuni che si svestono in chat. 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