{"id":10683,"date":"2015-06-18T06:40:51","date_gmt":"2015-06-18T04:40:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.genialmente.eu\/torino\/praesent-iaculis-tortor-viverra-2\/"},"modified":"2021-07-01T16:55:33","modified_gmt":"2021-07-01T14:55:33","slug":"playlife-voglia-di-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.genialmente.eu\/torino\/playlife-voglia-di-speranza\/","title":{"rendered":"PlayLIFE: Voglia di speranza"},"content":{"rendered":"<p>Sempre pi\u00f9 frequentemente, nella mia attivit\u00e0 di psicoterapeuta, mi capita di lavorare con famiglie di adolescenti arrivate \u201cai ferri corti\u201d con i loro figli. Genitori cui \u00e8 successo di sentirsi inadeguati ai loro figli; genitori che si sentono impotenti dinanzi all\u2019indifferenza con cui i ragazzi collezionano a scuola valutazioni insufficienti e \u201cnote\u201d relative a condotte, ritenute inadeguate nella realt\u00e0 scolastica.<\/p>\n<p>Nulla sembra riuscire ad aprire porte che consentano a questi adulti di incontrare i ragazzi e di comunicare in modo efficace, o che spingano i figli a cercare, mettendosi in discussione, i genitori, cosa che permetterebbe di creare un \u201csenso\u201d, un \u201csignificato\u201d a ci\u00f2 che al momento sembra ad entrambi inspiegabile.<\/p>\n<p>Ho letto sui giornali l\u2019episodio, avvenuto recentemente, di un ragazzino di tredici anni che, rientrando a casa con l\u2019ennesimo brutto voto, si vede distruggere il suo gioco preferito e reagisce in modo molto forte: esce sul balcone di casa e si butta gi\u00f9.<\/p>\n<p>A ben vedere, questa \u00e8 una storia come tante, in un giorno come tanti, in una famiglia comune. Come molte sono le famiglie che in questo periodo si trovano a negoziare con i loro figli, cercando di comprendere che cosa stia succedendo, come poterli sostenere nel complicato periodo di passaggio dall\u2019et\u00e0 bambina a quella adulto-giovanile.<\/p>\n<p>Un\u2019et\u00e0 in cui \u00e8 molto difficile riuscire a definire obiettivi precisi e portarli avanti in modo costante, perch\u00e9 ogni ostacolo, ogni difficolt\u00e0 sembra intaccare l\u2019identit\u00e0, cancellare parti dell\u2019individualit\u00e0.<\/p>\n<p>Infatti, le sconfitte, gli ostacoli non superati, rischiano di essere tradotti dai ragazzi in un ritornello interiore ed inconsapevole: \u00abIo non sono capace\u2026 non ce la far\u00f2 mai, sono uno stupido\u2026\u00bb. A volte se lo sono sentiti dire dagli altri, altre volte l\u2019hanno udito come commento in una discussione tra pari o tra adulti. Quello che poteva essere un semplice segnale di un errore, che andava corretto per raggiungere la meta, diventa un modo per definire un\u2019identit\u00e0: \u201cquella dell\u2019incapace\u201d.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista possiamo comprendere come mai a volte per i ragazzi possa essere pi\u00f9 semplice decidere che quella della scuola \u00e8 una sfida che non interessa vivere n\u00e9 vincere. Perch\u00e9 le insufficienze sembrano disegnare nel tempo la conferma delle proprie \u201cdeficienze\u201d, la realizzazione dei propri timori, invece di segnalare l\u2019area da cui ripartire per recuperare le proprie lacune.<\/p>\n<p>Inoltre, sovente, un adolescente in questa posizione comincia a manifestare il proprio malessere verso se stesso e ci\u00f2 che sta avvenendo, principalmente con due condotte scomode. L\u2019atteggiamento aggressivo, per cui il ragazzo si comporta in modo spavaldo, fino a rischiare di essere etichettato come un possibile bullo; o la condotta vittimistica, per cui man mano sembra perdere interesse verso tutto e verso tutti, spegnendosi nelle relazioni con gli amici e richiudendosi sempre di pi\u00f9 su se stesso, utilizzando, per evadere dalle emozioni e dai pensieri spiacevoli, giochi elettronici, televisione o viaggi in rete.<\/p>\n<p>In casa, normalmente, questo tipo di esperienza mette in difficolt\u00e0 tutti.<\/p>\n<p>Che cosa si pu\u00f2 fare quando un ragazzino sembra collezionare brutti voti, senza accorgersi che si sta mettendo in difficolt\u00e0? Sovente in queste situazioni i giorni e i quadrimestri passano, senza trovare soluzioni efficaci. Non sembrano essere sufficienti neanche i colloqui con i professori, il tentativo di responsabilizzare i ragazzi, promettendo loro una serie di ricompense.<\/p>\n<p>I \u201cmancati successi\u201d cominciano a \u201criempire\u201d le relazioni di queste famiglie d\u2019impotenza e rabbia.<\/p>\n<p>Per riuscire a comprendere che cosa stia succedendo abbiamo bisogno di provare ad osservare queste situazione da \u201cfuori\u201d.<\/p>\n<p>Normalmente un ragazzino che si comporta in questo modo sembra perpetuare un\u2019esperienza negativa, nonostante le restrizioni, a titolo punitivo, che seguono le sue valutazioni scolastiche negative.<\/p>\n<p>In casa la tensione familiare sale, insieme alla sensazione di non riuscire a capire questo ragazzo e di non poter fare nulla che funzioni. Cos\u00ec uno dei primi step di \u201ccrisi\u201d \u00e8 il non trovare un punto in comune, qualcosa che permetta a tutti di incontrarsi attorno ad un tavolo, osservando la stessa realt\u00e0, lo stesso oggetto o lo stesso avvenimento. Passo dopo passo gli uni e gli altri si sentono sempre pi\u00f9 isolati, impotenti ed incompresi.<\/p>\n<p>Alcune volte si arriva a cercare di evitare i momenti d\u2019incontro e reciproco, per limitare le occasioni di lite e di frustrazione; perch\u00e9, come un dente che duole, tutte le volte in cui ci s\u2019incontra si finisce inevitabilmente per parlare delle questioni che generano attrito, utilizzando battute ironiche o sarcastiche, silenzi o sguardi che affermano il proprio dissenso e difendono la propria posizione.<\/p>\n<p>In queste situazioni osservo attentamente il gioco relazionale che corre tra i componenti della famiglia, lo scambio che traduce le tensioni in agiti.<\/p>\n<p>Capita spesso che si creino delle alleanze tra le persone, legate al modo in cui queste si collocano e si disegnano attorno al problema.<\/p>\n<p>Prover\u00f2 ad essere pi\u00f9 chiara portando un esempio.<\/p>\n<p>G. ha quindici anni, i suoi genitori e la sorellina di otto giungono in studio da me disperati. G. sta rischiando di perdere l\u2019anno scolastico a causa delle assenze e delle insufficienze. Dopo una prima presentazione, mi faccio raccontare da G. che cosa \u00e8 successo e mi accorgo che durante la sua narrazione i due genitori fremono. Proseguendo nel lavoro comprendo che la difficolt\u00e0 di G. viene accolta benevolmente dal padre, ma contemporaneamente viene vissuta come inaccettabile dalla madre. G. sembra conoscere queste differenti posizioni genitoriali; pertanto, durante il suo racconto, oscilla con lo sguardo alla ricerca del consenso dell\u2019uno o dell\u2019altra, perdendo il filo del discorso.<\/p>\n<p>A quel punto io chiedo alla sua sorellina, che \u00e8 riuscita a scampare alla bufera, come si stia sentendo; lei, sorridendomi, risponde: \u00abIo bene, per fortuna nessuno mi vede, ma per G. \u00e8 un casino, qualsiasi cosa faccia, sbaglia. Sembra difficile, per lei, far contenti sia mamma che pap\u00e0\u00bb. Sento G. tirare un sospiro di sollievo e a quel punto sorrido, ringrazio la saggezza dei piccoli e, guardando mamma e pap\u00e0, esprimo loro la mia stima per essere capaci di mantenere le proprie posizioni e i propri sguardi differenti, anche quando le loro figlie sembrano metterli in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>I due genitori si guardano tra loro. Insieme proviamo a riconoscere i diversi punti di vista come una risorsa. L\u2019aria nella stanza si distende e G. esce dallo studio dicendo che l\u2019indomani prover\u00e0 ad andare a scuola.<\/p>\n<p>Dopo questo primo passaggio possiamo cominciare a lavorare, negli incontri successivi, in un clima di stima e fiducia reciproca, che ci consente man mano di esplicitare fatiche e perplessit\u00e0 e di scardinare il \u201csintomo\u201d, ovvero il problema scolastico di G.<\/p>\n<p>In questo modo possiamo, con dei semplici interventi psico-pedagogici, smontare, mattone dopo mattone, i vari elementi che avevano condotto quella famiglia al limite della sopportazione, provando a comprendere che cosa stia accadendo e perch\u00e9.<\/p>\n<p>Sovente i genitori rischiano di arrivare all\u2019esasperazione, combattuti tra l\u2019essere responsabili ed educatori da un lato, e le fatiche e i problemi della propria vita dall\u2019altro ( lavoro, relazione di coppia, gestione dei ragazzi\u2026).<\/p>\n<p>Accade loro di provare ad intervenire su ci\u00f2 che, agli occhi dell\u2019adolescente, sembra essere importante: gruppo di amici, telefonino, computer, televisione e giochi.<\/p>\n<p>L\u2019esasperazione li pu\u00f2 portare ad un agire in assenza di pensiero pregresso (acting out), un\u2019azione decisa in preda all\u2019urgenza, all\u2019ansia, alla rabbia, che pu\u00f2 risultare come un\u2019esplosione, legata ad un momento. Successivamente, l\u2019impossibilit\u00e0 di spiegare ci\u00f2 che accade, il non condividerlo, il non poterlo motivare, invece di aiutare a capirsi ed incontrarsi, finisce con il separare sempre di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Nella situazione di qualche mese fa, accennata all\u2019inizio dell\u2019articolo, un padre decise di distruggere la Playstation del figlio. Individuava nel gioco ci\u00f2 che distraeva il figlio dallo studio, isolandolo, portandolo a non occuparsi pi\u00f9 delle cose concrete della sua vita. Cos\u00ec, arrabbiato, pens\u00f2 di riuscire a scuotere il figlio, di farlo reagire, distruggendo il gioco a lui cos\u00ec caro, cercando di portarlo a riagganciarsi alla realt\u00e0.<\/p>\n<p>Nell\u2019episodio narrato sui giornali, il ragazzo, forse anche perch\u00e9 non era pronto ad una reazione genitoriale cos\u00ec forte, fece qualcosa di eclatante, alzando \u201cil tiro\u201d.<\/p>\n<p>Sovente in terapia familiare capita di assistere allo stesso gioco relazionale dinanzi alle incomprensioni che si creano tra adolescenti e genitori. In queste situazioni \u00e8 come se gli uni divenissero \u201csordi\u201d alle parole ed alle comunicazioni degli altri e viceversa. Si crea il meccanismo del \u201cvantaggio secondario\u201d: si persegue cio\u00e8 a tutti i costi un beneficio mediante un comportamento dannoso, che fa stare male, perch\u00e9 quello stesso comportamento porta con s\u00e9 dei vantaggi pi\u00f9 grandi dei danni manifesti.<\/p>\n<p>Un esempio molto diffuso \u00e8 quello dei bimbi che sviluppano sintomi apparentemente immotivati, per concentrare su di s\u00e8 l\u2019attenzione della famiglia, solitamente turbata da altri problemi relazionali.<\/p>\n<p>Alcune famiglie, in queste situazioni, vanno a cercare un \u201cterzo\u201d che li aiuti a tradurre i messaggi comunicativi, cos\u00ec da dilatare lo spazio per l\u2019ascolto nelle difficolt\u00e0: passo dopo passo lo psicologo aiuta i membri della famiglia ad accorgersi di quello che sta succedendo e li introduce al concetto di \u201cvantaggi secondari\u201d.<\/p>\n<p>Spesso queste situazioni sono anche caratterizzate da un altro processo relazionale comunemente definito con un termine specifico: \u201cescalation simmetrica\u201d.<\/p>\n<p>Individuiamo con questo termine il processo di alzare \u201cil tiro\u201d o la posta in gioco ad ogni scambio relazionale. In una situazione conflittuale, tale processo relazionale risulta pericolosissimo, perch\u00e9 il bisogno di vincere la battaglia rischia di portare i contendenti a perdere di vista il cuore della relazione, ci\u00f2 che la mantiene in vita. Un esempio mirabile a riguardo ci viene proposto dal film: \u201cLa guerra dei Roses\u201d, dove la forza e la passione che avevano portato la coppia di protagonisti a scegliersi e sposarsi, finisce nel tempo, con il processare una separazione, ricca di condotte distruttive, fino a raggiungere l\u2019apice con due condotte omicide, portando il conflitto ad esaurirsi con la morte di entrambi.<\/p>\n<p>L\u2019escalation simmetrica nasce, in una relazione, tutte le volte in cui i soggetti che partecipano all\u2019atto comunicativo non riescono a far convergere le proprie risorse sul \u201ccontenuto\u201d della comunicazione e si lasciano distrarre da ci\u00f2 che interviene tra loro, \u201cinquinando\u201d i fatti e i dati di realt\u00e0 con le reciproche paure e con il bisogno esclusivo di vincere la partita, senza tener pi\u00f9 conto di se stessi, dell\u2019altro e di ci\u00f2 che sta avvenendo tra loro.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, nelle situazioni di insuccesso scolastico, ci troviamo ad avere a che fare con genitori che cercano davvero di fare \u201cil bene dei loro figli\u201d, a costo di essere impositivi, ma cos\u00ec facendo, si allontanano man mano dai loro ragazzi \u201creali\u201d, veri, concentrandosi su ci\u00f2 che i loro figli \u201cpotrebbero o dovrebbero essere\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec i ragazzi si sentono traditi e restituiscono ai loro genitori la stessa dinamica relazionale, svalutandoli anche con il confronto spietato con i genitori dei loro amici.<\/p>\n<p>Tutto questo scatena una guerra relazionale, togliendo l\u2019attenzione da ci\u00f2 che \u00e8 davvero fondamentale, ovvero le persone che compongono quella famiglia.<\/p>\n<p>Purtroppo, per gli adolescenti, la modalit\u00e0 relazionale legata al conflitto pu\u00f2 amplificarsi e prendere il sopravvento, essendo per loro, questa, l\u2019et\u00e0 privilegiata per \u201csperimentarsi\u201d sia come adulti in erba che come comunicatori efficaci. Passare di discorso in discorso, di situazione in situazione, impratichirsi con le ipotesi ed i ragionamenti teorici, pu\u00f2 portarli a perdere il contatto con la realt\u00e0, concentrandoli su una realt\u00e0 virtuale e perdendo di vista le persone reali. Cos\u00ec, passo dopo passo, un gioco elettronico, un telefonino, un computer, possono divenire per loro, nel tempo, l\u2019occasione per sentirsi finalmente al sicuro e a \u201ccasa\u201d, senza temere sconfitte o fallimenti. In questo modo gli adolescenti rischiano di sostituire le relazioni e le occasioni di confronto con i pari e con i genitori, il mondo reale, con una realt\u00e0 virtuale, apparentemente pi\u00f9 comoda, ma che purtroppo finisce con l\u2019isolarli da ci\u00f2 che pu\u00f2 aiutarli a crescere, pur faticosamente.<\/p>\n<p>Io resto affascinata dalle fantastiche opportunit\u00e0 di dono e gratuit\u00e0 che si sprigionano all\u2019interno delle famiglie. Penso che sia importante poterle aiutare scoprendo come, ogni volta che ci si ritrova a discutere, litigare, o dinanzi ad un problema che sembra dividere, in realt\u00e0 ci si avvicina al \u201ccuore\u201d della relazione: basta non aver timore\u2026<\/p>\n<p>In fondo \u201ccoraggio\u201d sta per \u201ccon tutto il cuore\u201d.<\/p>\n<p>Quando ci si trova dinanzi ad un processo di escalation simmetrica del conflitto, se ne pu\u00f2 uscire rimettendo al centro il senso di ci\u00f2 che siamo, costruendo insieme lo spirito e l\u2019essenza di famiglia, domandandoci quale sia il \u201cvantaggio secondario\u201d, ci\u00f2 che \u201cstiamo guadagnando\u201d nel fare e dire quello che apparentemente sembra solo nuocerci.<\/p>\n<p>Questo passaggio \u00e8 simile a quello che viviamo quando evolviamo dal conoscere semplicemente una nozione, un\u2019idea, al condividerla e viverla nel nostro quotidiano.<\/p>\n<p>Quindi, perch\u00e9 non ci ispiriamo in modo sano proprio ai giochi elettronici? Creiamo dei livelli, che man mano segnalino i nostri miglioramenti, osserviamo ci\u00f2 che accade e cerchiamo di comprendere quali siano le richieste reali, consapevoli e inconsapevoli; cos\u00ec potremo utilizzare a nostro vantaggio ci\u00f2 che prima vivevamo solo come un ostacolo, potendo tornare a vivere pienamente e consapevolmente il nostro essere educatori e genitori.<\/p>\n<p>Siete pronti? Allora accendiamo le consolle, e\u2026 Buon PlayLIFE a tutti!<\/p>\n<p><em>Rosa Il Grande<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un ragazzino di tredici anni che, rientrando a casa con l\u2019ennesimo brutto voto, si vede distruggere il suo gioco preferito e reagisce in modo molto forte: esce sul balcone di casa e si butta gi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":10703,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"quote","meta":{"footnotes":""},"categories":[6,1],"tags":[84],"class_list":["post-10683","post","type-post","status-publish","format-quote","has-post-thumbnail","hentry","category-educazione","category-news","tag-creative","post_format-post-format-quote"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.genialmente.eu\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10683","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.genialmente.eu\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.genialmente.eu\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.genialmente.eu\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.genialmente.eu\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10683"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.genialmente.eu\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10683\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10706,"href":"https:\/\/www.genialmente.eu\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10683\/revisions\/10706"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.genialmente.eu\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10703"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.genialmente.eu\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10683"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.genialmente.eu\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10683"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.genialmente.eu\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10683"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}